Realizzazione di invasi per consorzi di bonifica e irrigazione
La geomembrana EPDM è riconosciuta come il miglior materiale impermeabilizzante in commercio per un invaso: resistenza UV, nessun rilascio di sostanze nell'acqua, durata certificata oltre 50 anni. Ma il materiale da solo non basta — conta altrettanto come viene lavorato e posato: teli su misura in un unico pezzo, saldatura a caldo Thermobond, controllo qualità testato su ogni giunzione.

investiti dai consorzi con il PNRR (258 interventi rendicontati)
bando SFNIISSI 2026 aperto a consorzi ed enti idrici
previsti dal Piano Invasi del Ministero delle Infrastrutture
di canali e condotte gestiti dai consorzi italiani
Un mercato in forte espansione
Non è una previsione: è già successo. I consorzi di bonifica italiani hanno centrato il 100% degli obiettivi PNRR assegnati, rendicontando 258 interventi per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Nella programmazione europea 2021-2027 sono stati destinati 2,4 miliardi di euro alla resilienza idrica, mentre i progetti presentati attraverso il PNIISSI raggiungono un valore di circa 7,3 miliardi.
Ha rilanciato la necessità di superare la logica degli interventi straordinari, puntando su investimenti strutturali come il Piano degli Invasi Multifunzionali per affrontare la crisi climatica.
Sul fronte dei finanziamenti pubblici, il bando SFNIISSI 2026 mette a disposizione 1 miliardo di euro per la modernizzazione delle infrastrutture idriche, aperto esplicitamente a consorzi di bonifica, autorità d'ambito ed enti che gestiscono reti idriche irrigue. In parallelo, il Ministero delle Infrastrutture sta lavorando al Piano Invasi, con 6 miliardi di euro da programmare e investire in nuove opere idrauliche.
Per i consorzi, la gestione quotidiana è già di scala enorme: oltre 231.000 chilometri di canali e condotte, circa 23.000 opere idrauliche e più di 3.000 impianti idrovori e di sollevamento in tutta Italia. Ogni nuovo invaso, ogni bacino di accumulo, ogni intervento di efficientamento richiede materiali all'altezza di opere pubbliche pensate per durare decenni, non anni.
L'EPDM è il materiale migliore. La lavorazione conta altrettanto.
La geomembrana EPDM è riconosciuta come il riferimento tecnico per l'impermeabilizzazione di invasi e bacini: resistenza UV al 100%, nessun rilascio di sostanze nell'acqua, durata certificata da istituto tedesco indipendente oltre 50 anni. È il materiale giusto — ma non è l'unica variabile. Il modo in cui viene tagliato, prefabbricato, saldato e posato incide quanto la scelta del materiale stesso sulla durata reale dell'opera.
Per un'opera che deve servire un intero comprensorio irriguo per decenni, la differenza si vede soprattutto sulle giunzioni: teli prefabbricati su misura in un unico pezzo (non ritagliati e giuntati alla meglio in cantiere), saldatura a caldo controllata, e un protocollo di test che verifica ogni singola giunzione prima della consegna, non solo un campione. Ma prima di arrivare alla lavorazione, vale la pena capire perché il materiale di partenza è quello giusto.
Resistenza certificata alle radici
Resiste alla penetrazione delle radici secondo la normativa FLL/prEN13948 — un aspetto rilevante per gli argini di un invaso, dove nel tempo si sviluppa vegetazione spontanea che con altri materiali può compromettere la tenuta.
Stabilità da -40°C a +120°C
Curvatura a freddo fino a -40°C e resistenza alle alte temperature fino a 120°C senza che la flessibilità della membrana subisca variazioni significative — dato verificato nella Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) certificata da ente terzo.
Doppio strato vulcanizzato
La membrana è calandrata e vulcanizzata in due strati, non uno solo: una lavorazione che conferisce maggiore resistenza meccanica rispetto a un singolo strato dello stesso spessore complessivo.
Nessun limite di snervamento
A differenza dei materiali termoplastici (PVC, HDPE), l'EPDM non ha un limite di snervamento e non è soggetto a "incrinatura per tensione": si allunga e recupera la forma originaria grazie alla struttura molecolare vulcanizzata, senza cedere di colpo.
Nessuna migrazione di sostanze
Non contiene plastificanti né additivi soggetti a migrazione o dilavamento nel tempo. Attacchi batterici o microrganismi non hanno influenza sul materiale, anche a distanza di molti anni dalla posa.
Validato da enti terzi
Indicato da Greenpeace come alternativa alla plastica in PVC, classificato in categoria ambientale 1a dall'istituto olandese NIBE, e certificato Plant & Fish Friendly per la compatibilità con flora e fauna acquatica.
Oltre 50 anni certificati SKZ
Test di durabilità eseguito dall'istituto tedesco indipendente SKZ. La membrana e le giunzioni sono inoltre completamente riciclabili a fine vita.
Aspetti che contano in un capitolato pubblico
Oltre alle prestazioni tecniche del materiale, ci sono caratteristiche che incidono direttamente su sicurezza del cantiere, logistica e requisiti ambientali tipici di un appalto pubblico.
Produttore europeo
Fabbricazione interamente europea, senza trasporto via nave da altri continenti: un impatto ambientale del trasporto inferiore, elemento sempre più rilevante nei criteri ambientali degli appalti pubblici.
Nessuna scheda di sicurezza necessaria
Il prodotto non contiene sostanze incluse nell'elenco delle sostanze candidate REACH e non è infiammabile. L'assenza di materiali pericolosi semplifica gli adempimenti di sicurezza in cantiere.
Nessun rischio per gli operatori
La saldatura a caldo non prevede l'uso di colle o solventi: gli operatori non respirano vapori chimici durante la posa, e non ci sono rifiuti pericolosi da smaltire a fine lavori.
Nessuna attesa per accessori di giunzione
Non essendo necessari primer, nastri o collanti per la saldatura, l'installazione non dipende dalla consegna di questi accessori — un vantaggio quando i tempi di cantiere sono stretti.
Posa anche a basse temperature
La saldatura a caldo consente l'installazione fino a -15°C, ampliando la finestra operativa del cantiere rispetto a tecniche che richiedono temperature più miti.
Superficie antiscivolo
La superficie tramata della membrana offre maggiore grip rispetto a un rivestimento liscio, un dettaglio utile per la sicurezza di chi accede all'argine per manutenzione e ispezioni.
Il materiale che utilizziamo è impiegato anche dal WWF Italia per il ripristino di zone umide all'interno delle proprie Oasi naturali protette — un riferimento indipendente sulla compatibilità ambientale del prodotto.
La saldatura Thermobond: la lavorazione che completa il materiale
Un rivestimento vale quanto la sua giunzione peggiore, indipendentemente dalla qualità del telo di partenza. È qui che si vede la differenza tra una posa qualunque e una lavorazione controllata.
Saldatura a caldo, non a freddo
Le giunzioni sono realizzate per termofusione con macchina automatica ad aria calda (tecnica Thermobond), non con nastri autoadesivi o colle a freddo. La saldatura automatica riduce drasticamente la variabilità legata all'operatore.
Doppia pista, canale d'aria testabile
Ogni giunzione è realizzata a doppia pista (dual track), lasciando un canale d'aria centrale. Questo permette di testare la tenuta di ogni singola saldatura in cantiere, non solo a campione.
Giunzione elastica come la membrana
La saldatura non è un punto rigido: mantiene la stessa elasticità del resto del telo, così la giunzione si muove insieme alla membrana invece di diventarne il punto debole sotto sollecitazione.
Zero colle, primer o solventi
Nessun collante chimico significa nessun rifiuto pericoloso da smaltire, nessuna scheda di sicurezza necessaria, nessun ritardo per l'arrivo di accessori — e compatibilità anche con riserve di acqua potabile.
Test non distruttivo: ogni giunzione a doppia pista viene messa in pressione a 150 kPa (1,5 bar) nel canale d'aria centrale; è accettata solo se la perdita di pressione dopo 2 minuti resta sotto i 40 kPa (0,4 bar).
Test distruttivo: su campioni prelevati a inizio di ogni turno di saldatura, la giunzione deve superare 6,0 kN/m a taglio e 2,0 kN/m a trazione — oppure cedere nella membrana stessa (non nella saldatura) prima di raggiungere questi valori.
Tracciabilità: ogni pannello è identificato con produttore, prodotto, spessore, dimensioni, numero pannello e data di produzione, con certificati dedicati per ogni fase (produzione, prefabbricazione, posa in cantiere).
Un ulteriore vantaggio pratico per un invaso: essendo teli prefabbricati su misura e forma, non ci sono giunzioni perpendicolari lungo l'argine — un dettaglio che riduce i punti strutturalmente più esposti a sollecitazioni meccaniche e infiltrazioni nel tempo.
Scheda tecnica e ambientale del prodotto, Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD, conforme ISO 14025 ed EN 15804, verificata da ente terzo indipendente), certificazione di durata SKZ oltre 50 anni, e manuale QAS con protocolli di test non distruttivo e distruttivo: possiamo fornirteli per la documentazione tecnica del tuo progetto.
Le esigenze specifiche di un ente consortile
Un progetto per un consorzio non è mai un piccolo bacino aziendale: cambiano scala, requisiti tecnici e livello di documentazione richiesto.
Superfici di grandi dimensioni
Bacini di accumulo spesso molto estesi, dove ridurre il numero di giunzioni in cantiere è decisivo per la tenuta a lungo termine dell'opera.
Materiale certificato
Resistenza chimica, resistenza UV e giunzioni testate, con certificazioni di prodotto verificabili — non solo una promessa commerciale.
Durata da opera pubblica
Un'infrastruttura consortile serve un intero comprensorio per decenni: la sostituzione di un rivestimento non è un'operazione da ripetere ogni pochi anni.
In un'opera che serve un intero comprensorio, un rivestimento che si deteriora precocemente non genera solo un costo di sostituzione: comporta l'interruzione del servizio irriguo per molte aziende agricole contemporaneamente, con un impatto molto più ampio di quello di un singolo bacino privato.

Fornitura e installazione, senza pensieri sulla parte tecnica del materiale
Ci occupiamo della fornitura della geomembrana su misura e, se richiesto, dell'installazione in cantiere. Non gestiamo la parte burocratica o amministrativa (gare, pratiche, rendicontazioni): quella resta di competenza dell'ente o dell'impresa appaltatrice.
- teli prefabbricati su misura in un unico pezzo, anche per grandi superfici
- documentazione tecnica e certificazioni del prodotto, su richiesta
- giunzioni professionali testate
- materiale senza PFAS, compatibile con la fauna acquatica e con l'uso irriguo
- referenze su interventi già realizzati per enti consortili
Esperienza diretta con enti consortili
Non è la prima volta che lavoriamo con un consorzio: alcuni riferimenti dai cantieri realizzati.

Cassa di espansione da 55.000 mq
Consorzio di Bonifica, Castell'Arquato — uno dei nostri interventi di maggiori dimensioni.

Bacino da 4.500 mq
Intervento realizzato per il Consorzio di Bonifica in provincia di Trento.

Bacino da 7.300 mq
Realizzazione per Ente Acque in località Carsuga.

Bacino da 6.000 mq
Realizzazione per Ente Acque in località Maraville.
Come procedere
Il percorso cambia in base alla fase in cui si trova il progetto del consorzio.
Ci descrivi il progetto
Superficie, tipologia di bacino, tempistiche indicative del tuo consorzio.
Sopralluogo e valutazione tecnica
Verifichiamo fattibilità, dimensionamento e soluzione più adatta al tuo caso.
Preventivo e materiale su misura
Prepariamo il telo su misura in un unico pezzo, con la documentazione tecnica del prodotto.
Fornitura e, se richiesta, posa
Consegniamo il materiale e, se lo desideri, organizziamo l'installazione in cantiere.
Domande frequenti
Il materiale è conforme ai criteri ambientali richiesti negli appalti pubblici?
Il prodotto è di fabbricazione europea, non contiene sostanze nella lista candidate REACH, non è infiammabile e non richiede schede di sicurezza per la posa. È inoltre certificato EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto) secondo ISO 14025 ed EN 15804, verificata da ente terzo indipendente.
Si può installare anche in inverno o con temperature basse?
Sì, la tecnica di saldatura a caldo consente l'installazione fino a -15°C, ampliando la finestra operativa del cantiere rispetto a soluzioni che richiedono condizioni climatiche più miti.
La geomembrana resiste alle radici sull'argine?
Sì, la resistenza alla penetrazione delle radici è certificata secondo la normativa FLL/prEN13948. È un aspetto rilevante per gli invasi, dove sull'argine si sviluppa naturalmente vegetazione nel tempo.
Che escursione termica sopporta il materiale?
Da -40°C a +120°C senza variazioni significative di flessibilità, dato verificato nella Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) certificata da ente terzo indipendente — rilevante per invasi esposti sia a inverni rigidi sia a estati molto calde.
L'EPDM è davvero il materiale migliore, o conta di più chi lo lavora?
L'EPDM è riconosciuto come il riferimento tecnico per l'impermeabilizzazione di invasi: resistenza UV, nessun rilascio di sostanze nell'acqua, durata certificata oltre 50 anni. Ma il materiale da solo non garantisce il risultato: conta altrettanto come viene lavorato. Teli prefabbricati su misura in un unico pezzo, saldatura a caldo Thermobond con macchina automatica, e un protocollo di test che verifica ogni singola giunzione fanno la differenza tra un invaso che dura davvero 50 anni e uno che cede prima del previsto.
Come vengono realizzate le giunzioni tra i teli?
Con saldatura a caldo per termofusione (tecnica Thermobond), eseguita con macchina automatica ad aria calda, a doppia pista con canale d'aria centrale testabile. Non usiamo colle, primer o solventi.
Come viene verificata la tenuta delle giunzioni?
Con un test non distruttivo su ogni singola saldatura (messa in pressione del canale d'aria a 1,5 bar, con perdita massima ammessa di 0,4 bar in 2 minuti) e con test distruttivi a campione su provini, che devono superare 6,0 kN/m a taglio e 2,0 kN/m a trazione.
Vi occupate anche della gara d'appalto o della parte burocratica?
No. Ci occupiamo della fornitura del materiale e, se richiesto, dell'installazione. La gestione della gara, delle pratiche amministrative e della rendicontazione resta di competenza dell'ente consortile o dell'impresa appaltatrice.
Potete fornire schede tecniche e certificazioni del materiale?
Sì, su richiesta mettiamo a disposizione schede tecniche e dati sulle certificazioni del prodotto (EPD, QAS, SKZ), utili per la documentazione tecnica del progetto.
Qual è la dimensione massima dei teli forniti in un unico pezzo?
Realizziamo teli prefabbricati su misura fino a superfici molto estese in un unico pezzo, riducendo drasticamente il numero di giunzioni necessarie in cantiere rispetto a soluzioni con teli standard.
Avete già lavorato con consorzi di bonifica?
Sì. Tra gli interventi realizzati: una cassa di espansione da 55.000 mq per il Consorzio di Bonifica di Castell'Arquato (Piacenza), un bacino da 4.500 mq per il Consorzio di Bonifica di Trento, oltre a bacini per Enti Acque a Citerna (7.300 mq) e Anghiari (6.000 mq), e un intervento per un consorzio di piantagioni di tabacco attivo tra Toscana e Umbria.
Fate anche la sola fornitura, senza installazione?
Sì. Puoi scegliere se affidarci solo la fornitura del telo su misura, oppure anche l'installazione completa in cantiere, in base a come preferisce organizzarsi il tuo consorzio.
Hai un progetto di invaso per il tuo consorzio?
Raccontaci il progetto: superficie, tipologia di bacino, tempistiche. Rispondiamo con una valutazione tecnica su misura per la fornitura e, se richiesta, l'installazione.
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