Acqua e agricoltura

Crisi idrica in agricoltura: cosa sta cambiando

La crisi idrica non significa soltanto siccità. Per le aziende agricole significa avere acqua in quantità insufficiente, nel luogo sbagliato o nel momento in cui le colture ne hanno maggiore bisogno. I dati più recenti mostrano quanto il problema sia ormai diffuso in tutta l'agricoltura italiana.

Crisi idrica e siccità in agricoltura italiana
oltre 91% degli agricoltori ha segnalato difficoltà connesse all'irrigazione nel 2024. Fonte: ISTAT, 2026
97,5% quota rilevata tra le aziende agricole del Sud. Fonte: ISTAT, 2026
98,8% quota rilevata nelle Isole. Fonte: ISTAT, 2026
13,4 mld € costo annuo stimato della crisi idrica per l'Italia nel suo complesso. Fonte: Libro Bianco TEHA 2026

ANBI e Coldiretti: Piano Laghetti, 10.000 invasi entro il 2030

Aumentare la capacità di trattenere l'acqua quando piove è diventato uno dei temi centrali per l'agricoltura italiana. ANBI e Coldiretti hanno proposto il Piano Laghetti, con l'obiettivo di realizzare migliaia di invasi medio-piccoli in pianura e collina.

Scopri il Piano Laghetti e cosa chiedono le associazioni agricole →
Il problema reale

La crisi idrica non è soltanto “mancanza di pioggia”

L'agricoltura ha bisogno che l'acqua sia disponibile nel momento corretto. Un anno complessivamente piovoso può comunque creare difficoltà se le precipitazioni sono concentrate in alcune aree o in pochi eventi intensi.

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Piogge irregolari

Periodi molto piovosi possono alternarsi a settimane o mesi asciutti, rendendo difficile programmare l'irrigazione.

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Acqua nel posto sbagliato

Nel 2024 le precipitazioni nazionali sono state complessivamente superiori alla media, ma molto abbondanti al Nord e scarse in ampie aree del Centro-Sud e delle Isole.

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Fabbisogno nei mesi critici

Le colture possono richiedere acqua proprio quando le disponibilità naturali e le reti irrigue sono maggiormente sotto pressione.

Secondo ISPRA, nel 2024 le precipitazioni italiane sono state complessivamente circa l'8% sopra la media climatologica, ma con fortissime differenze territoriali. Questo aiuta a capire perché il problema sia sempre più gestire e conservare l'acqua, non soltanto aspettare che piova.

Una risorsa molto variabile

Da 67 a 158 miliardi di m³ in appena due anni

La disponibilità idrica italiana mostra oscillazioni molto forti da un anno all'altro.

Nel 2022 la disponibilità idrica rinnovabile scese a circa 67 miliardi di m³, oltre il 50% sotto la media storica. Nel 2023 risalì a circa 112 miliardi, mentre nel 2024 raggiunse circa 158 miliardi.

Il 2025 è tornato più vicino alla media di lungo periodo. Questa variabilità dimostra quanto sia difficile basare la programmazione agricola soltanto sulle condizioni dell'anno precedente.

Fonte: dati sulla disponibilità idrica rinnovabile riportati da TEHA 2026.

Il punto non è prevedere perfettamente la prossima estate

Per un'azienda agricola l'obiettivo realistico è ridurre la propria vulnerabilità: raccogliere acqua quando è disponibile e conservarne una parte per i momenti di maggiore bisogno.

È la logica alla base di bacini di accumulo e invasi per irrigazione agricola .

Impatto economico

Quando manca la sicurezza idrica, il problema diventa produttivo

Gli effetti non riguardano soltanto l'ambiente: acqua insufficiente e fenomeni climatici estremi incidono direttamente sulla produzione agricola.

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-7,8% nell'ultimo decennio

Le analisi TEHA riportano una riduzione della produzione agricola italiana del 7,8% nell'ultimo decennio, con particolare esposizione delle colture più sensibili all'acqua.

02

8,5 miliardi nel 2024

Nel 2024 le perdite economiche del raccolto agricolo associate agli eventi climatici estremi hanno raggiunto circa 8,5 miliardi di euro.

03

Le piccole aziende sono più esposte

Il 58,9% delle aziende che segnala criticità irrigue ha una SAU fino a 10 ettari. Nel Sud questa quota raggiunge il 72,2%.

Fonte: ISTAT
Effetti sulle colture

Lo stesso deficit idrico non produce gli stessi danni ovunque

Fase vegetativa, tipo di coltura, suolo e disponibilità di irrigazione determinano quanto una stagione asciutta possa trasformarsi in perdita produttiva.

Vigneto in condizioni di siccità

Vigneti

Nei momenti più delicati una riserva aziendale consente di intervenire senza dipendere esclusivamente dalla pioggia del periodo.

Lago per irrigazione vigneto →
Oliveto e frutteto esposti a stress idrico

Oliveti e frutteti

Stress idrico nelle fasi critiche può incidere su allegagione, sviluppo dei frutti, resa e qualità finale.

Oliveti · Frutteti

Colture agricole durante una fase di siccità

Agrumeti e altre colture irrigue

Dove la produzione dipende da apporti regolari di acqua, la continuità della fonte irrigua diventa uno dei fattori decisivi.

Irrigazione degli agrumeti →
Bacino agricolo per accumulo acqua
La risposta aziendale

Raccogliere quando l'acqua c'è, utilizzarla quando serve

Un bacino non crea acqua. Permette però di spostarne nel tempo la disponibilità: si accumula quando la fonte è disponibile per utilizzarla successivamente durante i periodi di maggiore fabbisogno.

È una differenza fondamentale, soprattutto dove piogge concentrate, fonti aziendali con portata limitata o turni irrigui rendono difficile avere tutta l'acqua necessaria nello stesso momento.

Approfondisci la raccolta dell'acqua piovana in agricoltura →

Non basta decidere di fare un invaso

Prima bisogna rispondere a tre domande

01

Da dove arriverà l'acqua?

Un invaso deve avere una fonte di alimentazione coerente con il volume che vogliamo accumulare.

Come riempire un invaso →
02

Quanta acqua serve?

Coltura, superficie irrigata e autonomia desiderata determinano la capacità utile.

Dimensionamento del bacino →
03

Quanto può costare?

Dimensioni, scavo, terreno e impermeabilizzazione incidono sul costo finale.

Costo di un laghetto agricolo →
Autonomia idrica

Un invaso aziendale può ridurre l'esposizione alla crisi idrica

Non elimina siccità, temperature elevate o problemi delle reti. Può però dare all'azienda una riserva sulla quale programmare parte dell'irrigazione.

Accumulo nei periodi favorevoli
L'acqua viene conservata quando è disponibile.
Utilizzo nei momenti critici
La riserva può essere utilizzata quando aumenta il fabbisogno delle colture.
Minore dipendenza dalla disponibilità del momento
L'azienda dispone di una riserva invece di affidarsi esclusivamente alla fonte immediata.
Progetto dimensionato sull'azienda
Volume e configurazione devono essere coerenti con colture e possibilità di riempimento.
Invaso aziendale per contrastare la crisi idrica
Un tema ormai centrale

La gestione dell'acqua è diventata una priorità per tutto il settore agricolo

Consorzi di bonifica e principali organizzazioni agricole discutono sempre più spesso della necessità di aumentare capacità di accumulo, efficienza irrigua e resilienza delle aziende.

Abbiamo raccolto dichiarazioni e posizioni di ANBI, Coldiretti, CIA e Confagricoltura nell'approfondimento dedicato.

Cosa dicono le organizzazioni agricole sugli invasi →

La crisi idrica va affrontata prima dell'emergenza

La stagione migliore per progettare una riserva non è necessariamente quando l'acqua è già finita. Valutare prima dimensioni, fonte di riempimento, autorizzazioni e lavori consente di programmare l'intervento.

Bandi per invasi agricoli

Diverse misure regionali possono prevedere contributi per investimenti irrigui, stoccaggio dell'acqua e bacini aziendali.

Condizioni, percentuali finanziabili e scadenze cambiano però da Regione a Regione.

Consulta i bandi aggiornati →

Permessi per il bacino

Prima di realizzare l'invaso bisogna verificare quali autorizzazioni siano richieste in funzione del territorio e delle caratteristiche dell'opera.

Guida ai permessi →

Domande frequenti sulla crisi idrica in agricoltura

Quanto è diffusa la crisi idrica tra le aziende agricole?
Secondo ISTAT, nel 2024 oltre il 91% degli agricoltori ha segnalato difficoltà connesse all'irrigazione. La quota sale al 97,5% nel Sud e al 98,8% nelle Isole.
La crisi idrica riguarda soltanto il Sud?
No. La gestione dell'acqua riguarda tutto il Paese, anche se le criticità sono particolarmente elevate nelle regioni meridionali e insulari. Le precipitazioni sono inoltre sempre molto variabili tra aree e stagioni.
Perché un anno piovoso può comunque creare problemi di irrigazione?
Perché quantità annuale e disponibilità agricola non coincidono necessariamente. L'acqua può cadere in aree lontane, concentrarsi in pochi episodi oppure arrivare in periodi in cui le colture ne hanno poco bisogno.
Un invaso agricolo può aiutare?
Può ridurre l'esposizione alla disponibilità idrica del momento perché permette di accumulare acqua quando è disponibile e utilizzarla successivamente. Dimensione e fonte di riempimento devono però essere valutate sul singolo progetto.
Quanto deve essere grande un bacino aziendale?
Dipende dalla superficie irrigata, dalle colture, dal fabbisogno, dall'autonomia desiderata e soprattutto dalla quantità d'acqua realisticamente disponibile per il riempimento.
Ridurre la dipendenza dalla disponibilità del momento

La tua azienda ha bisogno di una riserva d'acqua?

Inviaci località, colture, superficie indicativa e informazioni sulla fonte d'acqua disponibile. Possiamo valutare se un bacino o un invaso aziendale può essere una soluzione adatta alla tua situazione.

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