"Siamo molto, molto, molto preoccupati": il Consorzio del Prosecco e la sfida dell'acqua
Non è un titolo giornalistico a effetto: è la frase esatta pronunciata dal presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg parlando della vendemmia 2026. Il vino italiano più venduto al mondo, patrimonio UNESCO dal 2019, sta affrontando un'anomalia termica che il Consorzio stesso definisce peggiore di quella record del 2003 — e ha già indicato ai produttori la strada da seguire: i bacini aziendali.
Il Consorzio raccomanda ai produttori i "microinvasi" per l'acqua piovana. Non un'opinione esterna: è scritto nello studio ufficiale del Consorzio di Tutela, giugno 2026.Stai valutando un invaso per un'azienda vitivinicola? Prima di richiedere il contributo scopri come dimensionare un bacino per irrigazione del vigneto →
Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg è il paesaggio vitivinicolo più fotografato d'Italia: colline scoscese dell'alta Marca trevigiana, riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2019, lavorate in gran parte a mano perché troppo ripide per le macchine agricole. È anche, insieme al Prosecco DOC che ne condivide il nome su un territorio molto più ampio (Veneto e Friuli Venezia Giulia), il motore economico più importante del vino italiano: nel 2024 la sola denominazione DOC ha venduto 660 milioni di bottiglie, per un fatturato al consumo di 3,6 miliardi di euro, con l'82% delle vendite destinato all'export.
È il primo spumante venduto al mondo, davanti allo stesso Champagne. Con numeri così, la posta in gioco quando un Consorzio dichiara pubblicamente preoccupazione per il clima non è solo agronomica: è la tenuta di un intero settore che rappresenta una fetta enorme dell'export enologico italiano.
Cosa ha detto davvero il Consorzio nell'estate 2026
A luglio 2026, in piena ondata di caldo, il presidente del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Franco Adami, aveva provato a mantenere un tono rassicurante: nessun anticipo della vendemmia, "ma c'è sempre il rischio grandine", e fiducia che le settimane successive portassero piogge in grado di ripristinare le riserve idriche.
Poche settimane dopo, il tono è cambiato. Interpellato sulla vendemmia 2026, Adami ha scelto parole senza ambiguità: "Continuiamo a fare la danza della pioggia", ha detto scherzando, per poi ammettere che dietro la battuta si nasconde una preoccupazione reale — "siamo molto, molto, molto preoccupati" per la mancanza di precipitazioni. Il Consorzio ha convocato incontri tecnici straordinari con i produttori il 20 e il 25 agosto 2026, proprio per fare il punto su un'anomalia termica definita superiore a quella storica del 2003.
Fonte: QdpNews – Vendemmia 2026, i Consorzi fanno il punto: cresce la preoccupazione per il clima e TrevisoToday – Conegliano Valdobbiadene, incontri pre-vendemmia.
Non è un'annata isolata: gli eventi estremi danneggiano i vigneti per anni
C'è un aspetto che rende la situazione del Prosecco diversa da un semplice calo di resa stagionale. Adami lo ha spiegato con chiarezza: sulle "rive", i vigneti ripidi e più difficili da lavorare che danno i vini più pregiati della denominazione, un evento estremo non compromette solo l'annata in corso. Compromette la produzione per due, forse tre anni successivi. Non è quindi un rischio da gestire annata per annata, ma una minaccia strutturale alla continuità produttiva di quei cru più prestigiosi.
Fonte: Metropolitano.it – La minaccia del climate change sulle colline del Prosecco, che riporta anche come un reportage del quotidiano britannico The Guardian abbia già acceso i riflettori internazionali sulla vulnerabilità di queste colline patrimonio UNESCO.

Le tre strategie che il Consorzio stesso raccomanda ai produttori
Il Consorzio non si è limitato a dichiarare preoccupazione: a giugno 2026, in collaborazione con Banca Prealpi SanBiagio, ha presentato lo studio "Il vigneto e il clima che cambia. Azioni di contrasto alle avversità climatiche per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco", basato su proiezioni climatiche dell'Universidad de Cantabria fino al 2100. Lo studio indica tre strategie operative concrete:
Un terreno ricco di sostanza organica e biodiversità microbica è il principale alleato del viticoltore per aumentare la resilienza della vite allo stress idrico.
Oltre a proteggere dalla grandine, riducono l'esposizione diretta al sole, limitando il surriscaldamento degli acini e preservando acidità e freschezza aromatica — caratteristiche distintive del Prosecco.
Piccoli bacini per accumulare l'acqua piovana nei periodi più piovosi e renderla disponibile nei mesi estivi più siccitosi — la stessa logica alla base di un bacino aziendale per il vigneto.
Fonte: I Grandi Vini – Uno studio indica come affrontare il cambiamento climatico in vigneto e WineNews – Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg lavora per gestire il climate change.
Il disciplinare vieta la forzatura, ma ammette l'irrigazione di soccorso
Un dubbio che molti produttori si pongono riguarda la compatibilità tra irrigazione e regole di produzione di una DOCG. La risposta, per il Prosecco, è chiara e scritta nero su bianco nei disciplinari (sia per il Conegliano Valdobbiadene sia per l'Asolo Prosecco): è vietata ogni pratica di forzatura, ma è espressamente ammessa l'irrigazione di soccorso. Un bacino aziendale alimentato da acqua piovana, usato per interventi mirati nelle fasi di maggiore stress idrico, rientra pienamente in questa cornice regolamentare — non è una scorciatoia, è uno strumento previsto e legittimo.
Cosa significa in pratica un bacino aziendale per un produttore di Prosecco
A differenza di un vigneto in pianura, i terreni collinari e terrazzati della denominazione — le "rive" — rendono più complessa qualunque soluzione di approvvigionamento idrico esterno: reti irrigue consortili, pozzi o allacci non sempre sono disponibili o economicamente sostenibili su pendenze così marcate. Un bacino aziendale dimensionato correttamente, alimentato dalle piogge autunnali e invernali (quelle che secondo il Consorzio stesso vanno "sperate" ogni anno), diventa la forma di autonomia idrica più realistica proprio per questo tipo di territorio.
Non è un investimento isolato dal resto della strategia del Consorzio: è complementare alla gestione del suolo e alle reti antigrandine, e insieme queste tre misure formano il pacchetto di adattamento che la stessa denominazione ha messo nero su bianco per proteggere un prodotto che vale 3,6 miliardi di euro l'anno.
Bandi e finanziamenti: la situazione in Veneto
Diversamente da Sicilia e Puglia, al momento non risulta una nuova finestra regionale aperta in Veneto dedicata specificamente agli invasi aziendali (la precedente misura SRD02 Azione C si è chiusa a inizio febbraio 2026). Vale comunque la pena monitorare la pagina bandi invasi agricoli, aggiornata regolarmente, perché con una denominazione che genera questo volume d'affari e un Consorzio che raccomanda pubblicamente i bacini aziendali, non è escluso che una misura dedicata possa essere attivata nei prossimi mesi.
Domande frequenti su Prosecco e siccità 2026
Il Consorzio del Prosecco ha davvero raccomandato di costruire bacini aziendali?
Sì. Nello studio "Il vigneto e il clima che cambia", presentato a giugno 2026 insieme a Banca Prealpi SanBiagio, il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg indica esplicitamente la realizzazione di piccoli bacini aziendali ("microinvasi") come una delle strategie di adattamento al cambiamento climatico, insieme alla gestione del suolo e alle reti antigrandine.
È legale irrigare un vigneto Prosecco Docg?
Il disciplinare di produzione vieta ogni pratica di forzatura, ma ammette espressamente l'irrigazione di soccorso. Un bacino aziendale usato per interventi mirati nelle fasi di stress idrico rientra pienamente nelle regole della denominazione.
Perché un evento climatico estremo danneggia il Prosecco per più di un'annata?
Secondo il presidente del Consorzio, sui vigneti più ripidi e pregiati della denominazione (le "rive"), un evento estremo può compromettere la produzione per due o tre anni successivi, non solo per la stagione in cui si verifica. È uno dei motivi per cui il Consorzio considera la prevenzione strutturale, come i bacini aziendali, più efficace della sola gestione dell'emergenza.
Ci sono bandi attivi in Veneto per realizzare un bacino aziendale?
Al momento non risulta una nuova misura regionale aperta specificamente per invasi agricoli in Veneto. La situazione va monitorata perché può cambiare rapidamente; la pagina bandi invasi agricoli del sito viene aggiornata non appena emergono nuove opportunità.
Valuta un bacino aziendale per il tuo vigneto collinare
Se produci in una zona collinare o terrazzata dove l'approvvigionamento idrico esterno è complesso, valutiamo insieme fattibilità e dimensionamento di un bacino aziendale, nel rispetto del disciplinare della tua denominazione.
Richiedi una valutazioneFonti
- QdpNews – Vendemmia 2026, i Consorzi fanno il punto: cresce la preoccupazione per il clima
- TrevisoToday – Conegliano Valdobbiadene, al via gli incontri pre-vendemmia
- Il Gazzettino – Il caldo torrido e la siccità fermano la vendemmia
- I Grandi Vini – Uno studio indica come affrontare il cambiamento climatico in vigneto
- WineNews – Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg lavora per gestire il climate change
- Metropolitano.it – La minaccia del climate change sulle colline del Prosecco
- Consorzio Tutela Prosecco DOC – Dati ed economia della denominazione
- Catalogo Viti MASAF – Disciplinare di produzione Asolo Prosecco